D.A.C. Diritto d'autore e connesso  
Associazione di rappresentanza e gestione
collettiva dei Diritti d’Autore e Connessi
La casa dei creativi

 
 Chi è RENATO RECCA    

Renato Recca è nato a Casalnuovo di Napoli (NA) il 12/5/1920.

Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio S. Pietro a Maiella in Napoli, diplomandosi in Pianoforte; allievo del M° Fortunato Scalella e, per l'armonia del M° Gennaro Napoli. Laureato in Giurisprudenza, avvocato, esperto in diritto di autore, musicologo.


Fin dall'età di 15 anni ha tenuto concerti; nel 1946 scrisse la musica per la rivista "Torre di Babele".

 

Dalla fine del 1946 al 1956 ha fatto parte di complessi jazz (quartetti e quintetti) esibendosi nei migliori locali della Riviera Adriatica e nei maggiori centri dell'Emilia Romagna.

 

Dal 1956 e successivamente si è dedicato esclusivamente alla composizione; si segnala la colonna sonora del film "Le donne ci tengono assai" e del documentario "Mandorli in fiore". Fra le canzoni meritano menzione: "Cunto 'e lampare" (Festival di Napoli - 1961) con testo del poeta della canzone napoletana Enzo Bonagura con il quale scrisse moltissime melodie napoletane. Fra queste si annoverano: "Chine 'e fuoco" (Festival di Napoli - 1962), "Tammurriata Twist" (Festa di Piedigrotta - 1962).
 

"Cunto e lampare" è stata incisa da molti cantanti (Villa, Bruni, Trevi, Abbate, Ricci ecc. ) ed è stata considerata dalla critica musicale "un classico napoletano di sapore marinaro" ed è tuttora eseguita in tutto il mondo.
 

Renato Recca ha scritto centinaia di canzoni e brani orchestrali che sono diventati successi, tra essi: "A Canzona" (XV° Festival della canzone napoletana), un altro classico napoletano, buon successo di Bruno Venturini.
 

Ha scritto anche canzoni per bambini vincendo diversi premi e fra questi quello del "Castello d'oro e Castello d'argento".

Si indicano tra le altre:"Funerale a New Orleans" eseguita, ripetutamente e magistralmente, in TV dai Baraonna e "Saltellando", una produzione per banda musicale.


Ha svolto una lunga attività nel campo musicale anche dal punto di vista giuridico, per consulenze.

Per molto tempo si è dedicato alla promozione con la RAI per conto di note case editoriali e discografiche italiane ed estere.
 

Si è dedicato alla cura ed alla regia di numerose trasmissioni radiofoniche. Fra queste, merita menzione la trasmissione: "Momenti musicali" che aprì i microfoni di Radio Vaticana alla musica leggera. Si esibirono artisti di rilievo: Loretta Goggi, Massimo Ranieri, Caterina Caselli ecc. e furono trasmessi per la prima volta brani di musica rock tra i quali il Musical inglese, "Jesus Christ superstar".


Ha composto recentemente brani di musica dance e vari ballabili.
 

Dall’esame di quanto sopra esposto si evince chiaramente che Renato Recca, nella sua adolescenza e giovane età, ha seguito sia gli studi musicali che quelli umanistici. Si è laureato in giurisprudenza presso l’Università di Napoli e diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “S. Pietro a Maiella”, in Napoli. La sua attività professionale è stata esercitata sia nel campo forense, che in quello artistico.

 

Nel 1946 si iscrive alla SIAE, sia come compositore, che come autore di testi letterari. All’epoca si poteva far parte dell’Ente solo come iscritto ordinario e non vi era alcuna differenziazione tra i componenti. Agli inizi del 1948, alcuni autori ed editori, in  simbiosi con i funzionari della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che aveva la vigilanza sull’Ente Siae, modificano la carta statutaria, istituendo la categoria dei soci (1.200) ai quali viene riservato il governo della Siae. A seguito di tale vicenda Renato Recca è costretto a limitare la sua attività autorale, soprattutto perché ormai, è stanco delle promesse da parte dei dirigenti dell’associazione di categoria UNCLA a cui appartiene. D’altra parte la Siae, in Italia, era ed è l’unico ente (pubblico) abilitato per legge alla intermediazione delle opere dell’ingegno.

 

Perdurando e rafforzandosi poi il dominio degli autori ed editori soci e non essendoci alcun riconoscimento dei diritti, anche se limitati, agli iscritti, inizia a promuovere procedimenti giudiziari sia davanti all’autorità giurisdizionale ordinaria che a quelle amministrativa e penale.

 

Tale contenzioso giudiziario si è concluso con la sentenza n. 97/92 del Consiglio di Stato che riconosce alla categoria degli autori ed editori iscritti alla SIAE, l'elettorato attivo e passivo nonché il beneficio previdenziale attribuito in precedenza solo ai soci.

 

A tale riguardo si ritiene opportuno evidenziare i procedimenti giudiziari da lui proposti, sia davanti alla Autorità giudiziaria ordinaria che a quella amministrativa: si badi bene, solo formalmente contro la S.I.A.E., ma in realtà per far cessare il potere antidemocratico usurpato nel 1948 da alcuni soggetti (autori ed editori) e perpetrato da coloro che si sono succeduti nel corso di decenni.

 

Il contenzioso è iniziato davanti all’Autorità giudiziaria ordinaria l’11/2/1983 ed all’Autorità giudiziaria amministrativa il 12/11/1984. Si enumerano i vari procedimenti: civili n. 10; amministrativi giurisdizionali (TAR Lazio e Consiglio di Stato) n. 83; procedimenti penali n. 17; interventi e diffide n. 9.

 

La dirigenza dei soci non eseguiva la sentenza del Consiglio di Stato e la Siae fu commissariata. Renato Recca promosse il giudizio per mancata ottemperanza della decisione del Cons. St. n. 97/92 e solo nel 1995 il Supremo Consesso giurisdizionale amministrativo, con sua sentenza, riscrisse le modifiche dello statuto dell’ente.

 

Intanto Renato Recca, a fronte del rifiuto da parte della categoria dei soci di eseguire la sentenza che riconosceva anche agli iscritti l’elettorato attivo e passivo, ed ai fini di rafforzare la sua azione giudiziaria, nell’ottobre del 1994, fondò l’A.S.S.A.SI. (Associazione Sindacale Solidaristica Associati SIAE), associazione per la tutela del diritto di autore e connesso, per la difesa degli associati in campo giudiziario, economico, sindacale e previdenziale.

 

Nelle elezioni svoltesi nel 1995, a seguito della riforma dello Statuto Siae operata dal Consiglio di Stato Renato Recca presentò la lista degli iscritti e fu eletto, rientrando così nell’alveo della Siae. Gli effetti benefici per gli iscritti, però, furono nulli in quanto i soci continuarono l’esercizio del loro dominio.

 

La Siae, nel 1999, fu di nuovo commissariata e perdurando il  rifiuto di apportare una modifica statutaria che fosse più vicina alle regole delle consorelle esistenti in ambito europeo, Renato Recca fu costretto a lasciare, nel corso dell’anno, l’organo statutario di cui faceva parte, l’assemblea delle commissioni di sezione dichiarando quanto segue: “Rappresento gli Iscritti autori. Siccome sono contrariato io lascio l’Assemblea perché non condivido questo statuto che non è uno statuto”,  ed iniziò un nuovo capitolo di contenzioso giudiziario.

 

Lo statuto approvato con decreto del Ministro dei Beni Culturali fu impugnato dal Recca e da altri autori ed editori con ricorso davanti al TAR del Lazio, che lo accolse, per cui la Siae fu costretta a modificare la carta statutaria soprattutto per quanto atteneva al riconoscimento dei diritti relativi ai titolari dei diritti connessi all’esercizio del diritto d’autore.

 

Nel 2003 si svolgevano nuove elezioni sulla base di un regolamento elettorale che privilegiava gli editori ed in particolare quelli multinazionali. Renato Recca scende di nuovo in difesa degli autori, che vengono di nuovo penalizzati dallo strapotere degli editori. Inizia a coltivare, insieme ad altri associati Siae, numerosi contenziosi giudiziari per l’annullamento di illegittimi provvedimenti degli organi societari e soprattutto per quanto riguarda la ripartizione dei diritti spettanti ai titolari del diritto di autore e di quello ad esso connesso.

 

Fra le tante decisioni giudiziarie occorre segnalare quella che riguarda i titolari dei diritti connessi (sent. Cons. St. n. 4440/03 a conferma della sentenza TAR Lazio n. 4485/02). Tali diritti debbono essere tutelati dalla Siae, anche se in modo differenziato da quello degli autori.

 

Per una maggiore difesa del diritto autorale e di quello ad esso connesso, Renato Recca ha recentemente ideato e fondato, unitamente ad altri titolari di diritto di autore e connesso l’associazione D.A.C. (Diritto d'autore e connesso), cioè la casa dei creativi in cui entrano (è la prima volta) i creatori dell’opera dell’ingegno con tutti coloro che, direttamente o indirettamente, nella società dell’informazione e della comunicazione, sviluppano e diffondono il prodotto creativo dell’autore.

 

Renato Recca, nell’esercizio della professione forense nel campo civilistico, amministrativo e pensionistico ha curato contenziosi giudiziari di notevole importanza, seguiti dagli organi di informazioni (stampa e televisione).  Fra i tanti si segnalano quelli relativi al fenomeno dei rumori nei centri abitati; alle curatele in fallimenti di società di interesse apparentemente privato ma prevalentemente pubblico; alle liquidazioni per coperative poste in liquidazione coatta dall’Autorità Governativa; alla equiparazione sia di istituto che economico dei sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri con gli ispettori della Polizia, ecc.

 

Una grande attività forense, come ormai è riconosciuto, Renato Recca l’ha svolta e la svolge nell’ambito del diritto di autore in difesa di coloro che subiscono lesioni dal comportamento non legittimo dell’ente di diritto pubblico istituito, vigente il regime politico, negli anni dai '20 ai '40 (unico modello in Europa, nei cui Paesi esistono solo società di gestione a regime privatistico) per proteggere il diritto di autore e per esercitare l’attività di intermediazione. La stessa dovrebbe essere informata ai principi della massima trasparenza (non osservata anche dagli attuali organi dell’Ente Siae) nella ripartizione dei proventi dell’esazione dei diritti di autore e di quelli ad essi connessi tra gli aventi diritto.

D.A.C., via per Cadrezzate 6, 21020 Brebbia (VA), fax 0332-77.10.47