D.A.C. Diritto d'autore e connesso  
Associazione di rappresentanza e gestione
collettiva dei Diritti d’Autore e Connessi
La casa dei creativi

 
Il Comitato dei Diritti Connessi SIAE: a prova di diritto?
Avv. Renato Recca

Brevi note illustrative e considerazioni conclusive sulla istituzione, costituzione ed attività del comitato dei diritti connessi SIAE.

 
 

L’Ente pubblico economico a base associativa SIAE continua purtroppo ad essere governato e guidato da personaggi ignari di qualsiasi, anche elementare, principio di diritto; eppure esistono componenti degli organi sia collegiali che monocratici che rivestono il titolo di avvocato!

Vengono apportate modifiche alle norme di istituto in maniera confusionaria (ad essere benevoli) ma prive di scienza, dimostrando notevole ignoranza sulle finalità del dettato normativo.

Il Consiglio di Amministrazione dell’Ente istituisce organi interni gravemente lesivi della dignità dei titolari dei diritti, stante l'assoluta originalità nelle procedure di selezione dei componenti e la genericità dei poteri assegnati.

Con criteri arbitrari vengono selezionati i componenti dei vari  comitati costituiti, si ripete, illegittimamente mentre si deve altresì evidenziare che, nell’istituire i detti organi interni, non  se ne fissa la durata, né le modalità di procedimentalizzazione dell’azione.

Non si è dunque in grado di sapere se gli stessi possano riunirsi solo su sollecitazione del Consiglio di Amministrazione, ovvero se possano operare autonomamente, nonché quale potere istruttorio possano avere nei confronti degli Uffici della SIAE. La genericità delle funzioni e l’assoluta opacità della loro composizione inducono pertanto a ritenere che l’istituzione di tali organi non possa soddisfare le legittime attese dei portatori dei diritti di autore e dei diritti ad essi connessi.

Le su esposte considerazioni si riferiscono ad una decisione dell'attuale Consiglio di Amministrazione che ha di recente istituito un organo interno consultivo, ma in modo illegittimo. Braccato dalle sentenze dei Giudici, che non intende eseguire, il Cda della SIAE ha risposto istituendo il cosiddetto comitato per i diritti connessi.

Gli avvocati reggitori e difensori dell’Ente, nonché componenti degli organi interni monocratici e collegiali, distratti forse da altre loro occupazioni, hanno condiviso l’originalità istitutiva di questo comitato per i diritti connessi.

Detto organo è però illegittimo perché il Cda Siae non poteva deliberare nella materia. L'esistenza di tale struttura avrebbe dovuto infatti essere consacrata nello statuto, ed in particolare, il 2^ comma dell’art.3 della carta statutaria avrebbe dovuto avere la seguente formulazione:

2. Sono organi consultivi della Società:

a)      le commissioni di sezione;

b)      i comitati.

Inoltre, con norma separata, dovevano disciplinarsene i compiti e, nel Regolamento Generale, infine, l’applicazione.

Che fare adesso? Il rimedio a tali irregolarità in realtà è semplice! La dirigenza Siae dovrebbe provvedere acchè gli strumenti attuativi per i diritti connessi fossero tutti annullati. D’altra parte, i produttori fonografici sono aderenti alla SCF, mentre i 48 creatori di suoni (i cosiddetti rumoristi) potrebbero essere dirottati verso l’Imaie.

Tali operazioni darebbero soddisfazione ai desiderata, soprattutto, dei produttori fonografici che, attualmente, quali editori musicali, sono essi stessi componenti del Cda Siae.

D.A.C., via per Cadrezzate 6, 21020 Brebbia (VA), fax 0332-77.10.47