|
L’aumento
del contenzioso giudiziario, l’affidamento delle cause ad
avvocati del libero Foro, l’aumento vertiginoso delle spese
per il funzionamento degli organi sociali e il susseguirsi
di delibere sulla ripartizione dei proventi relativi ai
diritti d’autore musicali insieme alla mancata riforma di
uno statuto, quello vigente, che non fa certo onore agli
associati sono alcune delle questioni che hanno reso il
periodo di governo che sta per concludersi come uno dei
peggiori nella storia ultracentenaria della SIAE.
Non può
non evidenziarsi come negli ultimi quattro anni chi ha
gestito l’Ente, che per definizione dovrebbe tutelare gli
autori di opere, abbia, in via esclusiva, prestato le
proprie attenzioni agli imprenditori musicali,
cinematografici e simili. È stata persa, così, una volta per
tutte, la centralità del ruolo degli autori ossia di
chi genera l’opera e che, più di tutti, avrebbe bisogno di
adeguata tutela.
È noto
che l’imprenditore, soprattutto musicale, è da solo in grado
di tutelare e perseguire i propri interessi: ma chi
tutela l’autore e l’opera da questi realizzata?
Si
consideri che il sistema ripartitorio dei diritti musicali
adottato in quest’ultimo quadriennio è risultato lesivo di
tutti i diritti d’autore e non solo di quelli meramente
contabili e vantaggioso solo per alcuni editori musicali
emanazione di grandi gruppi editoriali di oltreoceano. Ciò
ha costretto gli autori ad impugnare, nelle competenti sedi
giudiziarie, tutte le delibere adottate in materia.
In tali
giudizi la difesa dell’ente è stata affidata a legali
esterni all’ente stesso, nonostante questi abbia un proprio
adeguato ufficio legale dotato di avvocati che, in quanto
iscritti negli elenchi speciali tenuti dai consigli
dell’ordine degli avvocati, erano e sono perfettamente in
grado di patrocinare e difendere la SIAE nei detti giudizi.
Se si esaminano gli ultimi bilanci, anche quello di
previsione per l’anno 2006 (pubblicato sul bollettino
dell’ente – VivaVerdi), si può evincere l’enorme
spesa affrontata per il pagamento dei lauti onorari
corrisposti ad avvocati “amici”. A questi si deve aggiungere
lo stipendio dato a quelli, utilizzati solo formalmente,
interni.
Dagli
stessi bilanci si rileva che, le spese per il funzionamento
degli organi sociali sono passate dai 210.000 euro del
2002 ai oltre 2 milioni di euro del 2004, somme
confermate anche in sede di previsione per l’anno 2006 ! E
che dire delle spese per consulenti ed esperti vari?
Tutti,
tranne gli autori, hanno tratto vantaggi dalla gestione di
questi ultimi quattro anni. Certo non ci si poteva aspettare
molto dato che la rappresentanza dell’ente, e cioè la
presidenza, è stata affidata, contrariamente a quanto
previsto dalle norme legislative e regolamentari, a un non
associato!
La
mancata modifica dello statuto, a dir poco, indegno
dell’ente insieme con la mancata approvazione del
regolamento generale che sostituisse il precedente adottato
con l’anteriore statuto, oggi non più vigente, l'inesistenza di un qualsiasi provvedimento
modificativo per la previdenza
degli associati ove l’assegno previdenziale, che usa
definirsi assegno di solidarietà, viene elargito in forma
misera e uguale per tutti coloro che erano forniti della ex
qualifica di soci e non estesa, altresì, come prescritto
dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 97/1992, agli
associati forniti della qualifica di iscritti, definiscono,
ma non completano, il quadro desolante delineato in questi
ultimi quattro anni.
A ciò si
aggiunga il sostanziale spostamento delle attività,
specialmente in materia di ripartizione dei proventi
relativi alla riscossione di diritti di autore musicali, a
Bologna. Sotto quest’ultimo profilo da più parti si segnala
che il consiglio d’amministrazione dell’ente, prima di
spirare, provvederà a trasferire gli uffici della direzione
generale in tale sede.
Al peggio
non c’è mai fine, ma molto in tale senso hanno fatto gli
attuali organi sociali. Solo un deciso cambio di rotta può
ridar fiducia a quanti oggi paiono aver perso ogni speranza
di tutela. Solo la sostituzione completa di tutti i
componenti degli organi sociali potrebbe ridare dignità a
quello che dovrebbe, ma che non è più, l’ente di massima
tutela degli autori.
La DAC
con il suo fondatore e i suoi aderenti si propone lo scopo
di rimettere gli autori al centro degli obiettivi della
SIAE: ma per far ciò è necessaria la massima partecipazione
di tutti. Aiutateci a ridare decoro all’ente che dovrebbe
tutelare i diritti di chi genera opere d’ingegno.
 |